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PERCHÉ ABBIAMO DECISO DI NON OFFRIRE PIÙ IL RESO GRATUITO SUI NOSTRI PRODOTTI? 

PERCHÉ ABBIAMO DECISO DI NON OFFRIRE PIÙ IL RESO GRATUITO SUI NOSTRI PRODOTTI? 

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SPOILER: PERCHÉ STIAMO LAVORANDO SODO PER DIVENTARE UN’AZIENDA CHE OFFRE PRODOTTI SOSTENIBILI SECONDO UN MODELLO DI BUSINESS A RIDOTTO IMPATTO AMBIENTALE.

Stiamo crescendo e crescendo si inizia a disporre di dati più accurati circa i propri analytics. Abbiamo iniziato a spedire prodotti con costanza in centro Europa, soprattutto in paesi quali la Germania ed il Belgio – storicamente molto più attenti a prodotti sostenibili rispetto ai paesi del sud Europa ma anche molto più abituati ad una politica di reso che oseremo definire sfrenata – e ci siamo messi a studiare e a ragionare sui dati relativi ai nostri resi.

Ci teniamo prima di tutto a confermare che manteniamo e manterremo gratuiti i resi nel caso di spedizione di prodotti difettosi che continueranno ad essere sostituiti gratuitamente (per fortuna ne abbiamo pochissimi) e per i cambi taglia (essendo un marchio sud-europeo tendiamo ad avere un fit in genere un po’ piccolo per la conformazione fisica dei clienti del centro e nord Europa) ma ci sono delle brutte pratiche che non si possono più accettare per motivi ambientali e per motivi economici.

shipping box seay

MOTIVI AMBIENTALI

Abbiamo calcolato che trasportare un pacco di circa 2 kg dalla nostra sede a Berlino genera circa 0,24 tonnellate di Co2 nel caso di una spedizione effettuata con un furgone diesel. Considerato che la quantità di Co2 massima che una persona dovrebbe generare all’anno per arrestare il cambiamento climatico è pari a 0,6 tonnellate di Co2, capite quanto sia di impatto una spedizione del genere. E del reso che ne consegue. Grazie al nostro partner logistico compensiamo l’emissione di Co2 di tutte le spedizioni e-commerce che effettuiamo ma se è bene compensare le emissioni generate, ancora meglio è non generarne affatto.

Secondo i dati Invesp, i resi eCommerce hanno una media superiore al 30% degli ordini totali (contro il 9% dei resi dei prodotti acquistati offline) ma nelle vendite online di abbigliamento e calzature la percentuale di reso è addirittura superiore al 35%. Alcuni tra i colossi dell’e-commerce arrivano a percentuali di reso fuori controllo; Zalando vede resa più del 50% della merce venduta, mentre un’inchiesta del 2021 dell’emittente britannica ITV ha rivelato che colossi come Amazon arrivano a distruggere anche 100.000 prodotti resi ogni mese per centro logistico, anche se non difettosi e quindi adatti per una nuova vendita.

Di sicuro non è questo un modello di business al quale vogliamo contribuire.

MOTIVI ECONOMICI

La settimana scorsa abbiamo ricevuto un ordine di 6 magliette da un cliente tedesco. 6 colori diversi, stessa taglia. A distanza di poche ore dalla notifica di ricezione del pacco da parte del cliente, riceviamo la richiesta di reso per 5 delle 6 magliette spedite.

Cos’è successo? Il nostro amico ha provato tutte e 6 le magliette, scelto il colore che a suo giudizio lo vestiva meglio e reso le rimanenti 5 magliette. In questo modo il cliente ha potuto beneficiare della spedizione gratuita perché l’ordine era superiore ai 100 € – trattenendo però solo una maglietta venduta in saldo al -50%, e reso il resto dell’ordine.

Valore della merce venduta: € 24,50

Costo della spedizione + reso: € 36,00 (eh si, le tariffe che paghiamo per le spedizioni express internazionali sono ancora esorbitanti)

Il risultato? La vendita ci è costata € 11,50

Così come tali modelli non sono accettabili per un’azienda a ridotto impatto ambientale (la vendita di cui abbiamo appena parlato tra spedizione e reso ha generato quasi 2/3 della Co2 massima che ciascuno di noi dovrebbe generare ogni anno), risultano al tempo stesso fortemente antieconomici.

Ed ecco quindi che abbiamo deciso che DAL 1° SETTEMBRE 2022 TUTTE LE VENDITE E-COMMERCE EFFETTUATE MEDIANTE IL NOSTRO SITO CONTINUERANNO AD OFFRIRE IL RESO GRATUITO SOLO NEL CASO DI PRODOTTI DIFETTOSI E PER I CAMBI TAGLIA.

Nei restanti casi VERRÀ TRATTENUTO DAL VALORE DI QUANTO RIMBORSATO IL COSTO DEL RESO OSSIA DI QUANTO DA NOI PAGATO AL NOSTRO VETTORE LOGISTICO.

E, nel caso in cui ve lo stiate chiedendo, cosa prevede la legge al riguardo?

La normativa europea e il codice del consumo prevedono che, in caso di esercizio del diritto di recesso, al consumatore spetti il rimborso totale di tutti i pagamenti effettuati al venditore, ossia delle spese di acquisto e delle eventuali spese standard di consegna dei prodotti.

Per quanto riguarda, invece, i costi di restituzione dei prodotti il codice del consumo prevede che il consumatore sostenga il costo diretto della restituzione a meno che l’azienda abbia omesso di informare che tale costo è a carico del consumatore.

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