EARTH OVERSHOOT DAY 2020

EARTH OVERSHOOT DAY? SUONA COMPLICATO MA ALTRO NON È CHE LA DATA A CALENDARIO A PARTIRE DALLA QUALE IL MONDO CONSUMA PIÙ DI QUELLO CHE RIGENERA.

Ogni anno infatti viene calcolata la data a partire dalla quale, per il resto dell’anno, quello che viene consumato è superiore a quanto la terra sia in grado di generare; tradotto si consumano risorse che di fatto non si hanno a disposizione se si volesse tendere ad un sistema a somma zero.

Quest’anno l’Earth Overshoot Day è stato il 22 Agosto.

A conti fatti abbiamo quindi bisogno di 1,6 pianeti terra per soddisfare le esigenze di 1 sola terra ossia il 60% in più di quanto rinnovabile. I conti quindi non tornano ma ci sono anche dei dati positivi.

L’anno scorso l’EOD è stato calendarizzato il 29 Luglio mentre quest’anno abbiamo “risparmiato” circa 3 settimane per un’impronta ecologica umana del 9,3% inferiore rispetto a 12 mesi. Tale riduzione è la diretta conseguenza dell’impatto di COVID-19 sull’attività umana.

Secondo il Global Footprint Network (footprintnetwork.org) sono quattro i fattori chiave che delineano la domanda di risorse di un Paese:

1. come vengono edificate le città;

2. come viene generata e consumata energia;

3. come si nutrono i suoi cittadini;

4. quanti abitanti conta.

La diminuzione nell’impiego di legname e la contrazione delle emissioni di Co2 frutto della combustione di risorse fossili sono i principali drivers alla base della riduzione nella curva di crescita dell’impronta ecologica umana nel 2020.

Tale dato positivo è tuttavia ben lontano dal risultato necessario al raggiungimento di un equilibrio ecologico.

Lo scenario auspicato dal team del Global Footprint Network è quello in cui i risultati positivi siano frutto di una pianificazione ed un impiego efficace ed efficiente delle risorse piuttosto che di un disastro sanitario quale COVID-19.

E’ necessario porre la rigenerazione ed il riutilizzo al centro dei nostri sforzi per cercare di ripianare gli squilibri sia sociali che ambientali.

Quale lezione possiamo imparare dal dato del 2020?

– Prima di tutto che si possono modificare anche drasticamente le tendenze statistiche anche in orizzonti estremamente limitati.

– I governi sono in grado di agire rapidamente ed efficacemente a livello normativo quando si mettono le vite umane al di sopra di ogni altra priorità.

– Le aziende possono allearsi e collaborare efficacemente per il perseguimento di un obiettivo condiviso.

Stiamo assistendo a ciò che è possibile fare quando il genere umano si coalizza per perseguire un risultato comune e quale risultato collettivo è più importante della sopravvivenza del genere umano.

Non sprechiamo la lezione imparata sfruttando con campagne di marketing ben orchestrate sacrificandola al puro obiettivo economico. Portiamo il dovuto rispetto alla parola sostenibilità e, meglio ancora, proviamo ad abbinare il concetto di sostenibilità a quelli di serietà e trasparenza.

Se produciamo un costume con materiale rigenerato e lo personalizziamo con un bel cartellino con stampato in caratteri cubitali STOP PLASTIC in rosso non avvolgiamolo poi in chili di plastica per promuoverlo assieme ad una bottiglia di Franciacorta.

In Italia il DEFICIT di superamento della BIOCAPACITÀ e pari al 371%.

Facciamo in modo di non bruciare il livello di attenzione relativo al problema principale che come genere umano saremo chiamati ad affrontare (ossia la sopravvivenza di lungo periodo della nostra specie) per vendere qualche costume e qualche bottiglia di bollicine, non ne abbiamo bisogno. Davvero.

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